Strutture pneumatiche
Pallone aerostatico - Mode au ballon (1)
Parigi, 1782-85 d.C.
Percorsi evolutivi
Epoca: XVIII secolo d.C             .
Luogo: Parigi, Francia
Caratteristiche: -
Materiali: Naturale: carta e lino per il pallone, aria calda o idrogeno per il sollevamento, funi, alettoni, legno
Utilizzo: Civile/ scientifico
Tipologia: Palloni aerostatici
Progettista: Jean Pierre Blanchard, Joseph e Etienne Montoglfier, Jacques Alexandre Charles
APPROFONDIMENTO
.
PHOTO GALLERY

Per la visualizzazione dei contenuti necessario il plug in Flash Player

Adobe Flash Player

» http://www.adobe.com/it/

L’invenzione del pallone aerostatico fu incentivata dal luogo e dal contesto storico in cui essa avvenne: siamo infatti nella Parigi prerivoluzionaria. I francesi temevano per il loro avvenire e vedevano nel cielo una possibile via di fuga verso la libertà finora negatagli. I primi pionieri del cielo sarebbero stati venerati in futuro come figure mitologiche. Uno sfortunato tentativo di lancio lo effettuò Jean Pierre Blanchard nel 1782. Il suo pallone aerostatico prevedeva una sorta di navicella assicurata al pallone tramite funi e cordami e sospinta da una complessa serie di alettoni e mulinelli.

I primi esperimenti di palloni capaci di sollevarsi dal suolo furono condotti dai fratelli Joseph e Etienne Montgolfier nel 1783. Essi realizzarono, infatti, un pallone di carta e lino (denominato in seguito mongolfiera) di 11 metri di diametro gonfiato con aria calda che fecero volare per la prima volta il 4 giugno 1783 dalla loro abitazione ad Annonay; questo raggiunse un’altitudine di 100 mt percorrendo quasi 2 km. Sulla scia dei Montogolfier, sfruttando gli studi di Henry Cavendish che nel 1766 scoprì che l’idrogeno è più leggero dell’aria, il fisico Jacques-Alexandre Charles costruì un pallone capace di sollevarsi per mezzo del gas. Il lancio di questo aerostato (noto come Charlière) avvenne il 27 agosto 1783 da Champs de Mars (Fig. 1) ; il suo tragitto fu deviato ed esso precipitò a Gonesse con grande spavento degli abitanti che lo distrussero a colpi di forca credendolo un mostro disceso dal cielo. (Figg. 2, 3)

Il clamore suscitato da questi avvenimenti spinse i Montgolfier ad un secondo tentativo di lancio che avvenne il 19 settembre 1783 alla Corte di Versaille in presenza del re Luigi XVI e di 120000 spettatori. (Figg. 4, 5) La mongolfiera ospitò per la prima volta degli esseri viventi: una pecora, un gallo e una papera. Il pallone rimase in aria per otto minuti, percorrendo 3,5 km a 500 mt.

Questi successi accrebbero il senso di uguaglianza all’interno della popolazione: se infatti gli aristocratici potevano acquistare appezzamenti di terra a loro piacimento, il cielo era di tutti e chiunque poteva sentirsene padrone volando. I viaggi quindi rappresentarono la conquista della libertà ed un tentativo di fuga dalle regole di classe.

Il primo uomo a volare fu il marchese Pilatre de Rozier che il 15 ottobre 1783 viaggiò su una mongolfiera da Chateau de la Muette a Parigi. La charlière (pallone ad idrogeno) compì il primo volo umano l’1 dicembre 1783 (Fig. 6): il suo costruttore volò con la sua compagna per 36 km dai Jardins des Tuileres a Parigi fino a Nesles la Vallée per una durata di due ore ad un’altitudine di 3 km. Il 7 gennaio 1785 Blanchard ed il suo copilota americano Jeffries furono i primi uomini ad attraversare La Manica in volo. (Fig. 7) Occorsero 2 ore e mezzo per arrivare a Guines partendo dal Castello di Dover e questa impresa gli fruttò un vitalizio da re Luigi XVI.

Il secondo tentativo di attraversamento del Canale si ricorda per la prima vittima di un disastro aereo e costò la vita a Pilatre de Rozier, noto quindi per essere stato sia il primo uomo sperimentare il volo che il primo a morirne.

La sperimentazione del volo non fu solo una conquista scientifica ma anche una rivoluzione di costume. Nel biennio 1783-85 a Parigi spopolava la mode au ballon, con tagli a la Montgolfier e a la Blanchard, au demi-ballon e au globe volant. Numerose ceramiche e ventagli furono decorati a tema ed i vestiti richiamavano i viaggi in volo. I media dell’epoca enfatizzarono l’argomento, vennero distribuite numerose stampe decantanti le gesta dei pionieri del volo e la gente impazziva per qualsiasi cosa li riguardasse. Poi, veloce come era arrivata e in accordo con le eterne leggi del mercato, la moda del pallone venne ritenuta passè e fu abbandonata. (figg. 8, 9)

Le mongolfiere videro un loro utilizzo in ambito militare. Nel 1794, si ebbe il primo impiego degli aerostati nella battaglia di Fleurus, quando le truppe francesi li usarono per osservare dall'alto i movimento del nemico. (Fig. 10) Un impiego simile avvenne durante la Guerra di secessione americana del 1861-1865: le truppe trasportate da pallone (ballon corps), guidate dal comandante Thaddeus Lowenei riuscirono a colpire il nemico senza che questo potesse vederle da terra. Tale impiego vienne ripreso durante la Prima guerra mondiale per individuare il movimento del nemico e per inviare all'artiglieria (tramite telefono) le coordinate su cui fare fuoco. In quel periodo, negli Stati Uniti venne istituito il tesserino aeronautico, che distingueva i militari in grado di pilotare tali nuovi mezzi. I Palloni da osservazione, come venivano chiamati, restarono in uso anche dopo la Grande Guerra.

CREDITS
Testi a cura di Valentina Pellegrino
FONTI BIBLIOGRAFICHE
Fuzio G., 1968, Costruzioni Pneumatiche, Dedalo Libri, Bari
Topham S., 2002, Blow Up: inflatable art, architecture and design, Prestel, Munich
http://www.en.wikipedia.org
FONTI DELLE ILLUSTRAZIONI

Figg. 1, 2, 3, 5, 9 10: Fuzio G., 1968

Figg. 7, 8: http://en.wikipedia.org/wiki/Jean-Pierre_Blanchard

Fig. 4: http://z.about.com/d/inventors/1/0/0/U/Montgolfier_Balloon.jpg

Fig. 6: http://fr.wikipedia.org/wiki/Jacques_Alexandre_C%C3%A9sar_Charles